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Archive for the ‘In altre parole’ Category

Fortunato l’uom, che prende

ogni cosa pel buon verso,

e tra i casi, e le vicende

da ragion guidar si fà

Così fan tutte – W.A.Mozart

..BUON 2008 A TUTTI..

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Singing in the rain….

E aspiette che chiove

l’acqua te ‘nfonne e va

tanto l’aria s’adda cagnà

ma pò quanno chiove

l’acqua te ‘nfonne e va

tanto l’aria s’adda cagnà

P.Daniele – Quanno Chiove

 

Piove

Senti come Piove

Madonna come Piove

Senti come viene giù

Jovanotti – Piove

 

Because nothing lasts forever

And we both know hearts can change

And it’s hard to hold a candle

In the cold November rain

Guns’n’Roses – Novembre Rain

 

Scende la pioggia ma che fa

crolla il mondo intorno a me

per amore sto morendo

G.Morandi – Scende la pioggia

 

Kiss the rain

Whenever I’m gone too long

If your lips

Feel lonely and thirsty

Kiss the rain

B.Myers – Kiss the rain

 

Pioggia d’Aprile

sui litorali, desolate

si adagiano

le imbarcazioni dei pescatori

C.Consoli – Pioggia d’Aprile

 

 

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La vita lontana da ogni clichè, cercala è dentro di te

Tre allegri ragazzi morti – Mai come voi

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A scanso di impedimenti dell’ultimo minuto, stasera si va a sentire i Mercanti di Liquore alla Festa dell’Unità….bene, bene, non vedo l’ora!

Se non li conoscete e volete qualche informazione in più trovate il link tra le Stanze della Musica. Se li conoscete già, beh se siete nei dintorni di Milano perchè non fate un salto? Anche se capisco che lo sciopero dei mezzi crei non poche difficoltà.

Vi lascio con il testo di una delle mie (loro) canzoni preferite…ci risentiamo domani!

L’eroe – Mercanti di Liquore

Avrei preferito che ci fosse il sole e più confusione, più rumore

perchè il silenzio poco ha da spartire con quello che devo fare.

Da qualche parte suona una campana, il mio momento si avvicina

tra due minuti si aprirà il portone e avrò la mia occasione.

E che nessuno si permetta di chiamarmi eroe

L’ho fatto per motivi solamente miei

Sono troppo diverso dai vostri eroi

L’ho fatto per me, non per voi

E tu di certo non sospetti niente, sarai tranquillo e strafottente

tu non ti puoi di certo immaginare che è l’ora di pagare

Ti aspetto quà perchè te l’ho giurato, tu sei lo sporco che va lavato

le lacrime si sono fatte mare, ti toccherà annegare

E che nessuno si permetta di chiamarmi eroe

L’ho fatto per motivi solamente miei

Sono troppo diverso dai vostri eroi

L’ho fatto per me, non per voi

E voi, nascosti dietro alle finestre, farò io quello che voi vorreste

vi mostrerò che cosa si può fare invece di strisciare

Così domani sui giornali leggerete che un bandito ha preso a calci l’ordine costituito

e parleranno i corvi, i topi e gli sciacalli e voi lì…. ad ascoltarli!

Poi ritorno al presente e ti riesco a sentire, ci siamo!

Lo so che stai per uscire!

Respiro profondo, mi metto tranquillo, si apre il portone…………

do inizio al ballo!

E che nessuno si permetta di chiamarmi eroe

L’ho fatto per motivi solamente miei

Sono troppo diverso dai vostri eroi

L’ho fatto per me, non per voi

E non si tratta di coraggio e neanche di paura, il fatto è che quì si è passata la misura

Son troppo diverso dai vostri eroi, l’ho fatto per me, non per voi

L’ho fatto per me, non per voi

L’ho fatto perchè non l’avreste fatto voi

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Dai vostri commenti al post precedente mi pare che, dei tre capisaldi della cultura hippie, oggi quello che più è vivo è e che in qualche modo ci unisce è la musica

Quindi per cominciare bene la giornata vi dedico “The Scientist” dei Coldplay…

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The Universal

Vi ho già raccontato che tra Blur e Oasis, io ho sempre tifato per questi ultimi. Via via sempre con meno foga, ma restano comunque i miei preferiti.

Ciò non toglie che ascolto e apprezzo anche i Blur, a maggior ragione da quando una loro superfan è divenuta la miadolcemetà.

Per cui, in questo giovedì di fine luglio, cercherò di allietarvi il pomeriggio, almeno un poco, con questa canzone..

Blur – The Universal 

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Nel blog di Nandina troverete una versione live con un Claudio Bisio d’annata, qui vi riporto il testo integrale di quel capolavoro che fu ed è tuttora “Rapput”.

Rapput – C.Bisio/R.Tanica

E quella volta, una domenica di ottobre, già l’autunno ci moriva addosso e io fumavo sigarette amare, e tu come uno specchio rotto riflettevi quell’immagine sbiadita del ricordo del frammento del brandello del profumo di quell’angolo d’estate e mi dicesti: “Voglio vivere la vita come un alito di vento che, inseguito dall’aurora, già racchiude le speranze di un domani tutto mio che mi appartenga, e come donna accarezzare nuovi scampoli d’assenza”, io dicevo “Sì capisco, vuoi gli scampoli d’assenza” ma pensavo: “Puttana”.

Così pensasti, decidesti e mi annunciasti: “Quest’estate vado in Grecia con Giovanna, mi preparo a accarezzare nuovi scampoli d’assenza”, io ti dissi: “Scusa cara, cosa cazzo ti prepari per l’estate, siamo a ottobre, è quanto meno prematuro”; tu piangesti tutta notte e al mattino ti svegliasti, gli occhi pesti, ripiangesti e mi dicesti: “Siamo onesti, vuoi che resti per tarpare le mie ali ed impedirmi di volare, e come donna accarezzare nuovi scampoli di assenza”, io ti dissi: “No, prudenza, non potrei vederti senza quei tuoi scampoli di assenza”, questo dissi ma pensavo dentro me che tu e Giovanna in Grecia ci andavate solo per sentirvi… puttana.

Poi sei tornata dalla Grecia io fingevo che non mi importava niente, ti chiedevo le notizie più banali, tipo: “Chissà quanta gente avrai incontrato, che bordello di turisti”, tu negavi ed affermavi: “No no no no no no no no no no no no no no no no no no no, eravamo solamente io e Giovanna sopra un’isola deserta tipo c’hai presente due chilometri di spiaggia vuota, dormivamo in un capanno in riva al mare e alla sera i pescatori ci portavano del pesce, facevamo le grigliate sulla spiaggia e cantavamo a squarciagola le canzoni di Battisti fino all’alba, tanto l’isola è deserta”, tu dicevi e io pensavo: “Ma che cazzo, tutti quelli che ritornan dalla Grecia sono stati sopra un’isola deserta tipo c’hai presente due chilometri di spiaggia vuota, ma contando tutti quelli che mi dicono ‘sta cosa io mi chiedo quante cazzo di isolacce deve averci questa merda di una Grecia, poi ‘sti pescatori greci non potrebbero pescare in altomare e impiccarsi con le reti senza andare a importunare le ragazze come te che normalmente sono brave ma travolte dagli eventi non disdegnano di fare la puttana?”.

E adesso tu mi chiedi come mai son così pallido e patito mentre tu sei tanto sana. La risposta è tra le righe di quest’aria che ti canto, che nel mentre che tu stavi sopra l’isola deserta strafogandoti di cozze con Giovanna e i pescatori, io da solo chiuso in casa non potevo fare a meno di pensare a te lontana già da qualche settimana e comporti una canzana praticando una gimkana che mi ha fatto alfin capire che tu sei, saresti stata, eri, fosti, sarai sempre e dillo pure anche a Giovanna… il mio amore, sì il mio amore, nonostante qualche dissapore. Come una libellula selvaggia io sorvolerei, però dimmi cosa hai fatto con il greco sulla spiaggia. Senza fiato, senza bronco, tu sei ritornata ma ti stronco; se ti lascio in faccia i segni del saldatore so che capirai: io non ti porterò rancore.

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