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Archive for ottobre 2007

So Lonely

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Sembra che per pianificare l’invasione e la ricostruzione dell’Iraq gli Stati Uniti abbiamo utilizzato, come fonte per informazioni sul territorio, una guida Lonely Planet del 1994.

Questo è quello che ha dichiarato l’ex ambasciatore statunitense in Iraq, Barbara Bodine, riportato dall’autorevole quotidiano free press City (quindi attenzione…. sto cercando conferme su giornali più seri!): “Non avevamo alcuna idea dell’Iraq e usammo la guida turistica per raccogliere informazioni e indirizzi”.

Turisti della Guerra….

PS: ho trovato conferma della notizia su Repubblica, leggete qui

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Dilbert: “Perchè nel mio ufficio sembra che la maggior parte delle decisioni sia presa da dei lemuri ubriachi?”

Operatore ecologico: “Perchè le decisioni vengono prese dalle persone che hanno tempo (da perdere), non da quelle che hanno talento”

Dilbert: “Perchè le persone con talento sono sempre così impegnate?”

Operatore ecologico: “Perchè cercano di risolvere i problemi causati dalla gente che ha tempo da perdere….”

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Oggi mi sono fatto ispirare dal tempaccio che imperversa su Milano da ieri sera….pioggia, pioggia, pioggia (e stamattina avevo pure un colloquio di lavoro, vabbè)…

Travis – Why does it always rain on me 

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Freddi Banani!!

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Ah dimenticato, questo weekend ho appreso l’esistenza dei Banani Altoatesini (grazie Mirco)!

No, non sto scherzando, è vero. Vi riporto qui sotto un paio di notizie pescate in Internet ed il sito dove trovare maggiori informazioni….

(ANSA) – COLTIVATO BANANO ALPINO ANTIFREDDO A BOLZANO – 5 AGO – Si chiama ‘Freddi Banani’ la pianta di banano con marchio registrato che resiste al freddo coltivata a Bolzano. La produce da alcuni anni, e gia’ da’ dei frutti, una nota giardineria bolzanina, arrivata a ‘Freddi Banani’, dopo vari tentativi. Il banano dolomitico e’ un incrocio tra un banano nepalese molto resistente e uno giapponese che cresce rapidamente. La pianta raggiunge i 3m di altezza e dopo 4 anni da’ i primi frutti.

A Flormart / Miflor di Padova presentato il banano dell’Alto Adige

Bolzano, 18 settembre – Freddi Banani è la prima pianta di banano coltivabile anche nei climi freddi europei.

E’ un incrocio messo a punto in una giardineria di Bolzano, presentato in anteprima europea a Padova alla 53a edizione di Flormart/Miflor. Si tratta del primo banano che cresce e porta frutti in una zona di montagna come l’Alto Adige. La nuova varietà è il risultato dell’incrocio di un banano giapponese e uno nepalese che in questo modo unisce le due qualità di resistere al freddo e di crescere velocemente. “Questo tipo di banano – dice Robert Psenner della omonima giardineria di Bolzano – è il più resistente al freddo e il più idoneo ad essere piantato in Europa. Da ciò il nome Freddi (freddo) Banani”.
Il banano altoatesino presenta grandi foglie verdi e un tronco verde-marrone chiaro, e può essere piantato in giardino o in vaso. “Cresce rapidamente – ha aggiunto Psenner – , raggiungendo i due-tre metri di altezza in una stagione, e dà banane piccole e molto dolci”. Secondo Psenner, “Freddi Banana è la classica pianta esotica adatta ad ogni tipo di clima: cresce bene ovunque e si comporta come una pianta perenne. La pianta non ha bisogno di grandi cure, dando soddisfazioni anche chi non ha il pollice verde”. Sarà in commercio dalla prossima primavera.

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Succede di essere straniero in terra straniera. Avere bisogno di comunicare, ma non conoscere la lingua. Succede. E’ successo ieri.

 

Ero in treno, stavo rientrando a Milano dopo un weekend trascorso a Bolzano da un caro amico. Poco dopo Verona interrompo la lettura del mio libro per esigenze fisiologiche…dovevo andare in bagno. Arrivo al pianerottolo e trovo davanti a me un ragazzone enorme ma con lo sguardo spaurito di un bambino. Gli chiedo se è in fila per il bagno. Mi risponde facendomi vedere il suo biglietto per Milano. Si il treno è giusto, va a Milano gli spiego. O almeno ci provo. L’italiano non aiuta. L’inglese neanche. La sua è una lingua che viene dall’est.

A gesti concordiamo sul fatto che il treno arriverà a Milano. Ma non finisce qui.

Altro biglietto. Ha una coincidenza da prendere per andare a Genova. Sì, il treno per Genova parte da Milano. Mi fa segno di attendere un momento. Prende il suo cellulare, inizia a parlare nella sua lingua, poi mi porge il telefono. Dall’altra parte una voce italiana di mezza età mi chiede se posso accompagnare il ragazzo al binario giusto e metterlo sul treno per Genova. Va bene, no problema.

Finita la telefonata gli faccio capire che lo aiuterò: non ti preoccupare, scendiamo insieme a Milano e ti guido io. Chissà se avrà capito…

Arriviamo a Milano. Esco dallo scompartimento per raggiungerlo. Il corridoio è ovviamente intasato (ma chi ha inventato i treni con gli scompartimenti e quei micro-corridoi?). Lo vedo cercarmi insistentemente con lo sguardo. Gli faccio un cenno: mi vede e si tranquillizza.

Scendiamo e andiamo al binario giusto.

(dialogo senza parole)

No aspetta, accompagnami un pezzo lungo il binario fino proprio all’entrata della carrozza, voglio esser sicuro

Va bene, andiamo. Sì è questo il tuo treno, puoi salire.

Grazie.

Buona fortuna.

 

Una stretta di mano e ci separiamo.

Chissà che storia aveva alle spalle. Chissà che storia lo sta aspettando. Le nostre esistenze si sono sfiorate per un minimo istante, senza sapere nulla l’uno dell’altro. Sono sempre affascinato da questi incontri casuali.

Ma non è finita qui.

Come ho detto sopra, stavo leggendo un libro, in treno. In questo libro un ragazzo scrive una canzone per la sua sgangherata band.

Il pezzo si intitola Stranger in a foreign land….

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Bene, questi giorni sono poco dedito al blog causa impegni vari, ma all’appuntamento del video del venerdì non voglio rinunciare.

Dunque, tra oggi e domani le temperature dovrebbero scendere e l’autunno virare verso un inverno anticipato – così dicono i meteorologi – e allora cosa ascoltiamo per scacciare la stagione fredda? Qualcosa dedicato all’estate….

Dodgy – Staying Out for the Summer 

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..mica pochi, quelli che sono andati a votare alle primarie del Partito Democratico. Certo, non tutti convintissimi al 100%, molti con “riserva”, ma siamo comunque andati per partecipare. Perchè non andare e poi criticare, sarebbe stato peggio. Mandare tutto e tutti a fanculo, sarebbe stato peggio.

Avere partecipato alla nascita di questo Partito ci da un credito da spendere nei confronti di Veltroni e degli altri.Della serie: vi abbiamo votato, se non ci piacete o ci deludete saremo i primi a criticarvi e a non rivotarvi.

Segnalo un paio di articoli, da Repubblica: l’editoriale di Ezio Mauro e un articolo più “di costume” della De Gregorio

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