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Archive for Maggio 2007

Paris…

Caro Miky, aka Pescefuordacqua, quando ho visto queste foto ho pensato subito a te!

piscina-torre-eiffel.jpg

Dal sito di Repubblica. Un bel tuffo proprio ai piedi della torre Eiffel? In questi giorni è possibile, grazie a un piscina installata sotto il monumento simbolo della Francia, una iniziativa che vuole sensibilizzare alla tutela della vita sottomarina e invogliare il pubblico alle immersioni subacquee

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Miao miao bau bau

get-fuzzy.jpg

Uso questo post per introdurvi un’altra delle mie strisce preferite, quella di Get Fuzzy, in cui i protagonisti sono un gatto spelacchiato, sarcastico e irriverente (Bucky) e un cane (Satchel) un pò lullone, ingenuo e troppo buono per convivere con un tal gatto. Entrambi vivono in casa dello scazzatissimo Rob.

Nel pezzo che stavo leggendo questa mattina Bucky si convinceva di essere una rock star e presentava a Satchel e Rob tutto tronfio i “suoi” dischi, le cui copertine erano ispirate ad album celebri. Quella in cui era sottacqua cercando di afferrare una sardina, chiara parodia di Nevermind (a tal proposito qui potete trovare una foto che ricorda mooolto la copertina originale), era stupenda….peccato che non riesco a postarvi l’immagine, dovrei scannerizzarla, magari quano ho più tempo…

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Champagne Supernova

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Champagne Supernova – Oasis

How many special people change
How many lives are living strange
Where were you when we were getting high?
Slowly walking down the hall
Faster than a cannon ball
Where were you while we were getting high?

Some day you will find me
Caught beneath the landslide
In a champagne supernova in the sky
Some day you will find me
Caught beneath the landslide
In a champagne supernova
A champagne supernova in the sky

Wake up the dawn and ask her why
A dreamer dreams she never dies
Wipe that tear away now from your eye
Slowly walking down the hall
Faster than a cannon ball
Where were you when we were getting high?

Some day you will find me
Caught beneath the landslide
In a champagne supernova in the sky
Some day you will find me
Caught beneath the landslide
In a champagne supernova
A champagne supernova in the sky

Cos people believe that they’re
Gonna get away for the summer
But you and I, we live and die
The world’s still spinning round
We don’t know why
Why, why, why, why

How many special people change
How many lives are living strange
Where were you when we were getting high?
Slowly walking down the hall
Faster than a cannon ball
Where were you while we were getting high?

Some day you will find me
Caught beneath the landslide
In a champagne supernova in the sky
Some day you will find me
Caught beneath the landslide
In a champagne supernova
A champagne supernova in the sky

Cos people believe that they’re
Gonna get away for the summer
But you and I, we live and die
The world’s still spinning round
We don’t know why
Why, why, why, why

How many special people change
How many lives are living strange
Where were you when we were getting high?
We were getting high
We were getting high
We were getting high
We were getting high

…ma quanto è bella ‘sta canzone!

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Le tourbillon de la vie

Mi ha tenuto compagnia stamattina nelle cuffie dell’iPod….

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Sempre per festeggiarei trent’anni di Star Wars eccovi i due duelli tra Obi-Wan Kenobi e Darth Vader

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Che la forza sia con voi…

30 anni fa, questo signore qui sotto faceva per la prima volta la sua comparsa nei cinema americani.

Da allora, nulla è rimasto uguale a prima…

starwars1.jpg

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Giovanni Falcone (Palermo, 18 maggio 1939 – Capaci, 23 maggio 1992)

 

“Un uomo fa quello che è suo dovere fare, quali che siano le conseguenze personali, quali che siano gli ostacoli, i pericoli o le pressioni.
Questa è la base di tutta la moralità umana.”

(J. F. Kennedy; citazione che Giovanni Falcone amava spesso riferire)

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Nell’ultima settimana mi sono imbattuto, per fortuito caso, in due grandi classici della letteratura, letti a suo tempo (cioè a scuola) male e a pezzettini sottili sottili.

Mi riferisco all’Eneide, di cui è da poco uscita una versione a cura di Sermonti presentata due domenica fa da Fazio a Che tempo che fa, e all’Orlando furioso, del cui autore ho visitato la casa dove visse a Ferrara durante il tour in bici autogestito di domenica scorsa.

Rileggendo i due incipit, che qui sotto vi riporto, mi è tornata alla mente l’osservazione di un vecchio prof in cui veniva messa in luce la somiglianza voluta dei due incipit. Virgilio dice di cantare le armi e l’uomo valoroso, Ariosto dice che canterà i cavalieri e le armi, aggiungendo però le dame e l’amore…suggestioni cavalleresche e di amor cortese da cui Virgilio non era influenzato.

gustave-dore-illustrazione-orlando-furioso.jpg

Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori,
le cortesie, l’audaci imprese io canto,
che furo al tempo che passaro i Mori
d’Africa il mare, e in Francia nocquer tanto,
seguendo l’ire e i giovenil furori
d’Agramante lor re, che si diè vanto
di vendicar la morte di Troiano
sopra re Carlo imperator romano.

(Ludovico Ariosto – Orlando furioso; l’immagine è un illustrazione di Gustave Dorè del poema)

 

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Arma virumque cano, Troiae qui primus ab oris Italiam, fato profugus, laviniaque venit litora, multum ille et terris iactatus et alto vi Superum saevae memorem Iunonis ob iram; multa quoque et bello passus, dum conderet urbem, inferretque Deos Latio, genus unde latinum, Albinaque patres, atque altae moenia Romae. Musa, mihi causas memora, quo numine laeso, quidve dolens, regina deum tot volvere casus insignem pietare virum, tot adire labores impulerit. Tantaene animis caelestibus irae?

Celebro le valorose imprese e l’uomo che per primo dalle terre di Troia venne in Italia, fuggiasco per volere del Fato, e alle spiagge lavinie, fu afflitto molto in terra e sul mare dagli dei, per l’ostinata ira della crudele Giunone, e soffrì molto in guerra, pur di fondare la città e portare nel Lazio gli dei della patria, da cui sarebbe derivata la discendenza Latina, i padri di Alba e le mura dell’Alta Roma. O Musa, dimmi le cause per quale offesa divina, per quale dolore la regina degli dei condannò un uomo pio ed illustre ad affrontare tante sventura e ad imbattersi in tanti pericoli. Così grandi le ire negli animi dei celesti?

(Virgilio – Eneide; l’immagine è un quadro di F.Barocci che illustra Enea in fuga da Troia)

 

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Il senso dell’attesa

 

klimt1.jpg

Ero lì a prendere la parola davanti agli uomini.

Volevo sapere perché, quando gli eventi tardano, uno è in attesa. Pensavo alla tua caduta in una stizza, in una tensione che trasformava d’improvviso tutta una porzione di tempo in fissità, in un indurimento di nervi, in un’attesa.

Chiesi perciò attraverso la porta socchiusa del bagno:

Perché esiste l’attesa?

L’attesa di che cosa?

Feci una pausa. Riprese con tono più gentile: L’attesa di cosa?

Se mamma non viene, tu l’aspetti?

Certo

Se manca la luce aspettiamo che torni?

Non riesco a seguirti, ma non fa niente. Sì aspettiamo che torni.

Per ogni cosa che fa tardi e bisogna aspettare, noi siamo sempre in attesa?

A questo punto la mia dizione si fece più incespicata.

Papà, se io non voglio stare in attesa e voglio stare senza attesa, posso?

Allora interruppe di radersi, aprì del tutto la porta e, come se avesse capito una cosa, non so quale, disse solo così: “Se tu sarai capace di stare senza attesa, vedrai cose che gli altri non vedono.” Poi aggiunse ancora: “Quello a cui tieni, quello che ti capiterà, non verrà come un attesa.” (……).

Non seppi domandare, non capii la risposta, ma non ho dimenticato. Quel giorno mi distolsi dalle attese, imparai a non attendere.

Erri De Luca – Non ora, non qui

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