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Archive for aprile 2007

Incontro di miti…

Qualche giorno fa lamiadolcemetà ha pubblicato un post sui Beatles, che ha riscosso un certo successo…

…credo che l’immagine qui sotto non abbia bisogno di commento! Quando due miti si incontrano eh eh eh

simpsonbeatles.jpg

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Ok, direi che oggi ci possiamo permettere un post leggero, visto che siamo in mezzo a ponti e ponticini e il clima volge verso l’estate.

Chiudo un discorso sui robot di Go Nagai che tanto peso hanno avuto sulla mia infanzia. Per gli interessati le puntate precedenti sono Mazinga Zeta e Il Grande Mazinga.

Qui parliamo di Goldrake, meglio noto (da noi) come Altals Ufo Robot, meglio noto (in patria) come Ufo Robot Grendizer.

goldrake.jpg

Il protagonista della serie è il principe Duke Fleed, fuggito dopo una disperata resitenza a bordo di Goldrake un avanzatissimo robot da battaglia, dalla sua stella natale Fleed in seguito all’attacco delle truppe del feroce Re Vega. Le Forze di Vega infatti attaccano qualunque pianeta invadendolo ed annettendolo al loro impero. Giunto sulla Terra Duke Fleed viene trovato morente dal dottor Procton (Genzo Umon), direttore dell’Istituto di ricerche spaziali, che lo prende con sè e lo nasconde sotto le mentite spoglie di Actarus (Daisuke Umon), facendolo passare per il proprio figlio di ritorno da un lungo viaggio. Anche il Goldrake con il suo disco spaziale (Spacer) viene nascosto all’interno dell’Istituto, nei cui sotterranei viene costruito un enorme hangar. Anni dopo, continuando il loro progetto di invasione, anche le truppe di Vega giungono presso la Terra e, sotto la guida del comandante Hydargos (Blacky) e del feroce generale Gandal, ambiguo personaggio dotato di una metà maschile e una metà femminile, stabiliscono una base sulla Luna. Actarus si troverà costretto a utilizzare di nuovo Goldrake per difendere il suo pianeta adottivo. Ad aiutarlo c’è il giovane Alcor (Koji Kabuto), il quale pilota un disco di sua progettazione e costruzione che non è però all’altezza di competere con le armi del nemico. I due oppongono una agguerrita resistenza, anche se a malapena riescono a tener testa ai continui assalti degli invasori di Vega. Durante i periodi di tregua, Actarus vive e lavora nella fattoria di Rigel (Danbei Makiba) e dei suoi due figli, Mizar (Goro Makiba) e soprattutto Venusia (Hikaru Makiba), innamorata di lui ma inizialmente all’oscuro, come tutti gli altri, della sua identità segreta. In un’epica avventura, nella quale il disco di Alcor verrà distrutto e il comandante Hydargos perderà la vita, Venusia viene a conoscenza dell’identità segreta di Actarus, ma durante un attacco alieno rimane ferita gravemente: solo Actarus riuscirà a salvarla con una trasfusione del suo sangue alieno, dandole la forza di sopravvivere, al punto che Venusia deciderà di combattere al suo fianco. Ciò sarà reso possibile dal programma di potenziamento di Goldrake messo a punto dal dottor Procton, e che vedrà assegnare a Venusia il “Delfino Spaziale” (Marine Spacer), mezzo in grado di condurre Goldrake sottacqua consentendogli di combattere con più agilità nel mare. Anche Alcor entrerà così presto in possesso di un nuovo mezzo battezzato “Goldrake 2” (Double Spacer), grazie al quale Goldrake potrà volare più agilmente che all’interno dello spacer. Dopo la sua morte, Hydargos viene sostituito dal ministro Zuril, uomo audace e di grande cultura scientifica, nonché ottimo stratega. Si contrapporrà al comandante Gandal e finiranno spesso per contrastarsi anziché cooperare, per conflitti di potere nei confronti del loro Re Vega. Nel seguito farà l’apparizione Maria (Maria Grace Fleed), la sorella di Actarus. Anche lei è arrivata sulla Terra da bambina, salvata da un abitante del pianeta Fleed che la adotta come sua nipote. Costui morirà ucciso dagli alieni, ma in punto di morte rivela la sua identità a Maria e la implora di salvare Goldrake dagli invasori. Credendo di trovare in Actarus il suo acerrimo nemico, Maria ingaggia con lui una lotta all’ultimo sangue finché un medaglione imperiale svela la realtà: sono fratello e sorella, i due eredi della famiglia reale di Fleed. Da questo momento Maria aiuta il fratello nel combattimento con un nuovo mezzo, la “Trivella Spaziale” (Drill Spacer), in grado di aiutare Goldrake a muoversi con agilità sottoterra. La lotta prosegue a lungo e le forze di Vega subiscono numerose sconfitte, mentre il loro impero comincia a dissolversi. La Stella Vega, invasa dalla radioattività, finirà per diventare una stella morta e la Terra apparirà agli alieni come l’unica speranza per la sopravvivenza. Gli attacchi si faranno quindi sempre più decisi e disperati. Actarus e gli altri fronteggiano non solo con i propri mezzi, ma principalmente con il coraggio, la forza di gruppo e lo spirito di sacrificio, gli invasori che intanto sono sempre più impegnati anche in lotte interne per la supremazia al potere. La guerra diventa sempre più aspra. Da una parte perdono la vita grandi amici d’infanzia di Maria e Actarus, dall’altra condottieri di grande coraggio come il figlio di Zuril, lasciando entrambe le parti con grandi desideri di vendetta. Re Vega sfrutta l’amore che la figlia Rubina, ex promessa sposa di Actarus, ha per quest’ultimo, per cercare di attirarlo in una trappola. Actarus, catturato con Goldrake in un agguato del ministro Zuril (infatuato anch’egli di Rubina), la accusa di averlo ingannato, ma la giovane principessa con un gesto estremo lo salva, finendo per morire fra le sue braccia. Il ministro Zuril tenta un disperato agguato, ma morirà folgorato dall’intervento di Alcor. Nel frattempo, la parte femminile del comandante Gandal ha un improvviso senso di coscienza e, desiderosa di vivere in pace, cerca di uccidere il proprio Re con l’intenzione di proporre la fine delle ostilità con Goldrake. Ma viene fermata e uccisa dalla sua metà maschile. In fin di vita e desideroso di riscattarsi con il suo Re, Gandal morirà in un combattimento frontale con Goldrake. Decidendo di passare al contrattacco, la squadra di Actarus parte alla volta della base lunare di Vega con una nuova astronave, il Cosmo Speciale e combatte l’ultima battaglia in difesa della Terra. Durante il combattimento, Re Vega, consapevole di essere oramai sconfitto, cercherà di lanciare la sua astronave contro il pianeta per provocarne la distruzione, ma Actarus riuscira’ a fermarlo in tempo. Terminata la guerra, avendo saputo da Rubina che la loro patria natale Fleed sta tornando alla vita, Actarus e Maria decidono di tornarvi per ricostruire, assieme a coloro che scamparono alla prima invasione di Vega, il regno perduto. Ringraziando fra le lacrime il padre adottivo dr. Procton e gli amici più cari, rinunciando ad un possibile futuro sul nostro pianeta, Actarus e Maria decollano alla volta di Fleed.

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Just smile!

Ieri sera il mio umore era decisamente sottoterra, che quasi quasi raggiungeva il nucleo.

In ufficio ho sbagliato una cosa che ha messo in cattiva luce tutto il lavoro svolto fino ad allora, compreso quanto di positivo c’era (e qualcosa pur c’era!!).

Romanza del capo, a dir la verità anche piuttosto elegante e soft, ma tant’è, quell’enorme macigno con su scritto, in ordine sparso e rigorosamente non di importanza: “delusione delle aspettative altrui”, “perdiamo il cliente per colpa mia”, “penseranno che sono distratto (è già successo)”, “mi cacciano/non mi pagano”, “non sono capace di fare niente”, “sono l’unico che sbaglia in questa società” ed altre amenità con cui non voglio annoiarvi.

Insomma, qual mio solito, per ogni mia mancanza (grande o piccola che sia), mi affliggo oltre ogni limite consentito dalla legge. Non specularmente, le gioie e le soddisfazioni le accolgo invece sempre come un semplice “è andata bene”.

Archiloco di Paro (già citato su questo blog e se volete più info c’è il link nella barra laterale) diceva, rivolto al suo cuore: “rallegrati per le gioie ed affliggiti per i mali, non troppo però, sappi qual è il ritmo che governa gli uomini”. Il tutto per esaltare quella virtù della Grecia antica che era la metriotes, ossia la moderazione nell’affrontare le cose della vita.

Ora, si può essere o meno d’accordo che la moderazione sia una virtù. I passionali e i romantici rivendicheranno invece il diritto a vivere ed esaltare le passioni, siano esse positive o negative.

Ma per la miseria: perché io prendo il peggio dei due?

Perché gioisco con moderazione ma mi affliggo in maniera cosmica (vabbè usiamo questa esagerazione..)?

 

La storia non è ancora finita, se avete la pazienza e volete seguirmi per qualche atra riga…

 

Stamattina l’umore era un po’ cambiato ma non troppo. Oggi il menù prevedeva una megariunione con primaria banca italiana. Ecco la scena.

Salone delle feste. Tavolo imperiale di ordinanza. Il padrone di casa contro questo stuolo di professionisti o aspiranti tali in cerca di un contratto. Il ruolo di Capitan Mongozo in questi nobili contesti è: scaldare la sedia e prendere appunti.

Inizia la riunione e parte lei…..non si sa da quale cellulare (non il mio, io c’ho Jeeg), ma il fischio e la melodia erano inconfondibili e…come dire, mi è tornato il buonumore e vaffanculo a tutti!!

 

Immagino che tutti o quasi riconosciate lo spezzone qui sotto e di conseguenza la melodia cui faccio riferimento…

 

Buon 25 Aprile a tutti i miei graditi ospiti!!

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By request..

Per Fratellino e Stefy che gentilmente l’hanno richiesta…

Buona serata a tutti…

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….words are very unnecessary..

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Questa mattina dalla Stefy si parlava, tra le altre cose, dei Radiohead. Così ho pensato di chiudere la giornata e la settimana (lavorativa) dedicando a tutti gli avventori del Dolphin Hotel “Karma Police”

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Foto tratta da “Coffee and Cigarettes” – Jim Jarmusch

 

Mercanti di Liquore – Senza Titolo

 

Beviamoci un caffè mio dolce amico

prendiamoci del tempo per pensare

ne abbiamo viste tante io e te

ma abbiamo ancora voglia di guardare.

Quando partimmo per il nostro viaggio

ad aspettarci c’era la fortuna

provammo ad inseguirla con coraggio

convinti che ne valesse la pena.

Nessuno mai ci vide negli ingorghi

di strade trafficate e risapute

tracciammo lungo vicoli e sentieri

le rotte delle nostre traversate.

Fummo curiosi e poco compiacenti

e mai ci rassegnammo alla tristezza

che ridere non è mostrare i denti

ma accorgersi che esiste la bellezza

Ben presto fummo preda dell’invidia

di chi ci rinfacciava la freschezza

di chi pur nato vecchio e rassegnato

pretende di insegnare giovinezza.

Ci siam lasciati prendere e abbruttire

e libertà mettemmo a repentaglio

e più noi si voleva ripartire

più gli altri appesantivano il bagaglio.

Siamo fuggiti e ancora fuggiremo

che libertà contempla diserzione

perché per far dell’obbedienza un credo

ci manca sufficiente vocazione.

Noi siamo due lucertole in attesa

di mani che ci afferrano in ritardo

sapremo quindi eludere la presa

lasciandogli la coda per ricordo.

E forse infine non avremo niente

perché non difendemmo l’avvenire

volgendo i nostri sforzi sul presente

piuttosto che attrezzarci per fuggire.

Beviamoci un caffè dolce compare

il nostro è un viaggio semplice e leggero

sarà altrettanto facile inciampare

succede a chi cammina e guarda il cielo.

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