Scambio di slogan?

Febbraio 7, 2008

Il governo è caduto. Ne abbiamo già parlato. La mia incazzatura ora ha lasciato spazio ad una sottile forma di disperazione mista a tristezza.

Sono uno di quelli che, oggi, pensa che un nuovo quinquennio bersluconiano non ce lo leva nessuno. Uno di quelli che pensa che quel poco di buono che è stato fatto (in primis un minimo di risanamento dei conti pubblici, una lotta all’evasione quasi seria, qualche timido beneficio fiscale per i giovani…tipo la possibilità di detrarre (o dedurre?) parte del costo dell’affitto dalla propria dichiarazione dei redditi) sarà brutalmente spazzato via dal ritorno di gente che pensa ai fatti propri ed elogia furbizia e disonestà.

E che cosa fanno i nostri? Anzi il “mio”, dato che lo avevo benaccolto mesi fa dopo il discorso al Lingotto di Torino?

Decide, per far vedere che è diverso dagli altri…che lui è il nuovo, di correre da solo.

Cui prodest?

Se l’attuale legge elettorale premia le coalizioni, che senso ha correre da soli? Poniamo pure che diventi il primo partito, che so, con un 25/27% di voti…se vince la coalizione di centrodestra, che ci facciamo con tutti ’sti voti? Tra altri 5 anni chissà che scenari ci saranno. Non ha veramente alcun senso. Che si aspettano? Proprio non me lo riesco a spiegare. E perchè tutto questo astio verso la sinistra? In fondo il governo è caduto per mano di Mastella e Dini, mica Pecorario Scanio o Caruso.

Diceva ieri sera Crozza a Ballarò. Veltroni ha fatto suo lo slogan di Obama “Yes, we can”. Obama, per ricambiare, ha preso quello di Veltroni “ora sò cazzi!”

Augh!

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